Chemioterapia pancreas endocrino

In netto contrasto con le scarse risposte osservate per i carcinoidi, qualche successo viene segnalato nel trattamento dei tumori pancreatici, le cui basi sono fondate sull'utilizzo della streptozotocina sola o in associazione ad altri chemioterapici.

In monoterapia la streptozotocina è stata impiegata in numerosi protocolli: la remissione della malattia, parziale o completa, è stata osservata nel 36-42% dei casi, con un intervallo libero dalla malattia di 16.5 mesi ed una sopravvivenza media di circa 18 mesi.

In pochi casi, anche doxorubicina e dacarbazina sono state impiegate in monoterapia, col risultato di un intervallo libero rispettivamente di 4 e 30 mesi.

Kvols ha impiegato la dacarbazina in monoterapia ottenendo buoni risultati in 14 su 16 pazienti, molti dei quali affetti da glucagonoma maligno.

Il numero di remissioni parziali o complete tende ad aumentare in modo significativo con l'associazione streptozotocina + 5-FU, variando dal 40 al 63% dei casi. L'intervallo libero va da 7 a 23 mesi.

Tale associazione ha dato risultati migliori rispetto alla sola streptozotocina sia in termini di risposta parziale e completa (63% vs 36%) che in termini di sola risposta completa (33% vs 12%). Sensibilmente migliore è pure l'intervallo libero dalla malattia (23 mesi vs 17 mesi).

Un'altra associazione, streptozotocina + doxorubicina, è stata confrontata con streptozotocina + 5-FU e con clorozotocina in monoterapia. Lo studio ha mostrato che l'associazione streptozotocina + doxorubicina è da considerare significativamente superiore sia in termini di risposta obiettiva (69% vs 45%, p=0.05), di intervallo libero (media di 20 mesi vs 6.9 mesi, p=0.001), che di sopravvivenza (media di 2.2 anni vs 1.4 anni, p=0.004).

Clorozotocina ha invece risposto solo nel 30% dei casi; in altri trial, la molecola ha risposto nel 54% dei casi.

Questi risultati indicano che l'associazione streptozotocina + doxorubicina rappresenta oggi il trattamento più efficace per i tumori insulari in fase avanzata che non abbiano risposto ad altre terapie. Le condizioni generali del paziente (funzionalità epatica, cardiaca e renale) dovranno però sempre suggerire la scelta farmacologica più adatta in considerazione della potenziale tossicità di queste molecole.

Nei tumori scarsamente differenziati l'associazione etoposide + cisplatino si è dimostrata molto promettente. La percentuale di risposta è alta nei tumori anaplastici (67%) con una durata media di regressione di 8 mesi; nei tumori ben differenziati la risposta è invece solo del 7%. Anche la sopravvivenza media varia: di 19 mesi per i tumori scarsamente differenziati, di 15 mesi per quelli ben differenziati.