Anticorpi monoclonali

A dispetto del numero di molecole con attività antiangiogenetica (inibitori di EGF/VEGF/ HER1-2/ PDGF c-KIT, c-FM5/mTOR chinasi/ tyrosin-kinasi) non sono molti i lavori che si occupano della loro attività nei riguardi dei tumori neuroendocrini. Una parte delle molecole oggi in studio è riportata sotto, ma non tutte sono state fino ad ora testate per questi tumori:

  • Gefitinib (Iressa®)
  • Cetuximab (Erbitux®)
  • Medi-522, Cilengitide (Merck's laboratories)
  • Flavopyridol, Rapamycin
  • Trastuzumab (Herceptin®)
  • Erlotinib (Tarceva®)
  • Bevacizumab (Avastin®)
  • Sunitinib (Sutent®)
  • Sorafenib / bay 43-9006 (Nexavar®)
  • Imatinib (Gleevec®)
  • Vatalanib (PTK787 or PTK/ZK, Novartis)
  • RAD001 (Everolimus, Afinitor®)
  • Nilotinib (Tasigna®)
  • Temsirolimus (Torisel®)
  • Panitumumab (Vectibix®)
  • Trabectedina (Yondelis®)
  • Pemetrexed (Alimta®)
  • Lapatinib (Tyverb®)
  • Bortezomib (Velcade)

Di queste, la nostra attenzione viene concentrate solo su Sunitinib e Everolimus, per i quali sono disponibili alcune evidenze scientifiche.

Sunitinib (Sutent®, Pfizer), inibitore di VEGF, dopo l'approvazione da parte di FDA come farmaco nella terapia del tumori neuroendocrini pancreatici non resecabili e con evidenza di progressione di malattia, nel dicembre 2010 ha ricevuto l'approvazione anche dalla Commissione Europea per il Farmaco EMEA.

L'approvazione si deve ai dati di uno studio di fase III (Raymond E, et al 2009) condotto su pazienti con tumori neuroendocrini pancreatici in fase avanzata. Rispetto al placebo, il farmaco ha più che raddoppiato la sopravvivenza senza evidenza di progressione di malattia.

Lo studio è stato condotto su pazienti con tumore neuroendocrino del pancreas, progressivo e maligno, e ha arruolato 86 pazienti trattati con Sunitinib (37,5 mg/die) verso placebo (N=85).

I risultati indicano che la PFS mediana era di 11.4 mesi nei pazienti trattati con il farmaco verso 5.5 mesi nel gruppo placebo (p<0.001). Il farmaco ha anche migliorato la sopravvivenza globale, che costituiva un end point secondario (p=0.0204).

Nel febbraio del 2009 lo studio era stato interrotto dietro la raccomandazione di un comitato indipendente di esperti che aveva giudicato non etico continuare a somministrare il placebo a una parte dei pazienti, alla luce dei benefici evidenziati con Sunitinib.

Everolimus (Afinitor®) è un inibitore di mTOR (mammalian Targed Of Rapamycin), una protein chinasi intracellulare che regola la crescita cellulare attraverso differenti fattori di crescita come IGF-1, VEGF, ErbB. In un lavoro del 2008 (Yao JC, et al) su 60 pazienti (30 carcinoidi intestinali e 30 pancreatici) viene riportata la stabilizzazione globale della malattia nel 70% dei casi alla dose di 5/10 mg al giorno di Everolimus. In un altro lavoro di associazione con octreotide LAR viene riportata una percentuale di risposta pari al 20%. In uno studio successivo (RADIANT-1), Everolimus in mono-somministrazione o in associazione con octreotide LAR riporta una stabilizzazione della malattia rispettivamente nel 67.8 e nell'80% dei casi (Yao JC, et al, 2009). Al termine, va ricordato Temsirolimus (Torisel®), anch'esso inibitore di mTOR, la cui somministrazione a differenza dei precedenti, è per via parenterale. Uno studio su 37 pazienti ha mostrato una sopravivenza a 1 anno pari al 71.5% dei casi.