Chemioterapia carcinoide intestinale

Monochemioterapia

Il 5-fluorouracile (5-FU) in monoterapia ha dato risposte obiettive variabili dal 18 al 26% dei casi. La doxorubicina ha mostrato invece il 21% di risposte obiettive mentre la dacarbazina e l'actinomicina D hanno fatto registrare risposte obiettive rispettivamente nel 17 e nel 6% dei casi.

Il cisplatino in monoterapia ha dato risposte poco incoraggianti (7% dei casi) per brevi periodi di tempo.

La streptozotocina, una nitrosurea, si è dimostrata attiva nel 17% dei casi. Il trattamento con questa molecola è perè gravato da pesanti effetti collaterali quali l'insufficienza renale, la cardiopatia aritmica, la tossicità a carico del sistema nervoso centrale, l'immunodepressione.

La durata globale della risposta obiettiva con la monochemioterapia è molto breve, di solito inferiore ai 12 mesi.

Polichemioterapia

Il principio di base per il trattamento in polichemioterapia prevede l'uso della streptozotocina associata ad altre molecole quali cisplatino, 5-FU, VP-16, ciclofosfamide e doxorubicina in regime diverso a seconda dei protocolli considerati.

Se si esclude l'associazione streptozotocina + 5-FU, negli altri casi le risposte non si sono dimostrate significative. La percentuale di risposta è infatti molto bassa (dall'8 al 40% dei casi) e non si traduce mai in un prolungamento della sopravvivenza.